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Claudio Crispo
Un giudice racconta il processo Spartacus: "Dentro la giustizia"
Lunedì 02 Luglio 2012 07:52
dentro_la_giustiziaCronaca di un processo, oltre la sentenza, con gli occhi del giudice estensore, cioè quel giudice della corte che materialmente mette nero su bianco i motivi di una condanna. E' la descrizione di un libro che racconta l'esperienza di Raffaello Magi , togato del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, alle prese col celeberrimo processo Spartacus. Quando in aula c'era solo un giornalista e i Casalesi erano dei barbari sconosciuti.  
Per capire cosa accadeva nel corso di quel maxiprocesso in un piccolo tribunale di frontiera, basta leggere cosa avvenne a Casal di Principe il 6 novembre 2003, quando decine di poliziotti e periti coordinati dalla dda di Napoli ricostruirono l'omicidio di Vincenzo De Falco avvenuto nel 1991, con un esperimento fonico balistico. Bisognava capire se il pentito aveva realmente sentito i colpi d'arma da fuoco. Quel giorno c'era anche Magi, con tutta la corte d'assise, in un clima irreale. Senza curiosi, senza tv.
I giudici erano circondati dal deserto. Ancora Gomorra non aveva fatto esplodere la mafia Casalese, e nessuno s'interessava a quella potentissima e sconosciuta camorra casertana . Il processo in primo grado terminò il 15 giugno 2006 con 95 condanne, 21 ergastoli, 21 assoluzioni, 626 udienze, 16 omicidi ricostruiti, tra cambi di giudici, pressioni, difficoltà, con una sentenza che ha scritto la storia dei Casalesi, primo vero documento giudiziario sulla mafia casertana. La sola testimonianza giornalistica nazionale fu chiusa in cinquanta righe di spalla firmate da Rosaria Capacchione sul quotidiano "Il mattino". Saviano arrivò dopo la sentenza di primo grado, e così le luci mediatiche per la prima volta illuminarono i "Casalesi", "Sandokan", "Bardellino", "O Ninno", "O'cecato".
Il processo di appello fu seguitissimo. L'attenzione alzò i toni. Inchieste, libri, articoli, riviste, servizi. Prime pagine. La collettività seppe e si interrogò. I delicati meccanismi di quel lavoro giudiziario, la ricostruzione dei fatti, l'esperienza personale del giudice Magi, con tutte le sue paure, le valutazioni, i riscontri, gli indici dietro le decisioni, sono racchiuse in un denso diario di giustizia.